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AIDS E CANCRO ATTRAVERSO I VACCINI, INTERVISTA ALLA MERK

mercoledì 9 aprile 2008

320.000 ERRORI MEDICI OGNI ANNO

Le richieste di risarcimento pendenti ammontano a 2,5 miliardi di euro
Gli errori in ospedale possono coinvolgere fino a 320mila persone ogni anno. Tra le cause principali, sbagli di trascrizione e scrittura illeggibile. Gli effetti piu' rischiosi, un errore nel dosaggio, nella prescrizione, nella somministrazione di un farmaco. L'ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), che ha promosso una campagna nazionale per la prevenzione dell'errore in ospedale, ha analizzato questi dati confrontandoli con quelli ufficiali di Eurisko, di PIT salute 2007 e del proprio database. Dei 320.000 pazienti coinvolti negli errori, sono 12.000 l'anno quelli che intentano causa contro gli ospedali. Le richieste di risarcimento pendenti ammontano a 2,5 miliardi di euro, mentre i costi annui per il prolungamento delle degenze per errori sono di 260 milioni, tutte spese che aggravano i gia' difficili bilanci delle strutture ospedaliere. Secondo l'Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri, inoltre, i decessi nel 2007 sono stati 14mila, anche se non esistono dati ufficiali confermati sul tema. ". A questo scopo nasce la nuova campagna Educazionale Nazionale dell'ANMCO per sensibilizzare il personale ospedaliero sul rischio clinico: 'Cardiologie Sicure: Gestione del Rischio Clinico'. La Campagna promuove la corretta pratica ospedaliera con dei corsi di formazione capillari nelle Cardiologie italiane, cercando di ridurre al minimo l'errore umano nelle strutture stesse. Realizzata grazie al supporto di Bayer Schering Pharma, la campagna intende insegnare agli operatori come prevenire l'errore in tutte le sue articolazioni: dal Pronto Soccorso all'Unita' di terapia intensiva Cardiologica, al laboratorio di Emodinamica, agli ambulatori. In seguito saranno previsti dei corsi finalizzati alla definizione di singoli aspetti della cardiologia, come la gestione della cartella clinica, del carrello delle emergenze, del foglio di terapia, delle consegne, dell'addestramento del personale e la condivisione di percorsi comuni. Questo malgrado la cardiologia sia una delle specialita' mediche dove il rischio e' minore'. E' infatti l'ortopedia (17,9%) a guidare la classifica delle specialita' in cui si commettono piu' errori. Seguono l'oncologia (12,1%), la chirurgia generale (9,5%), ginecologia e ostetricia (6,9%), odontoiatria (5,5%), oculistica (5,4%), neurologia (4,0%) e pronto soccorso (3,6%). Cardiologia e cardiochirurgia si attestano solo al 3,5%. Gli errori avvengono piu' spesso durante un intervento chirurgico (66%), nella preparazione della diagnosi (28%), durante la riabilitazione di un paziente (4%), e durante la terapia farmacologica (2%). www.anmco.it
Fonte:http://www.sanitanews.it:80/quotidiano/intarticolo.php?id=957&sendid=373

Siamo tutti malati di medicine

- Ormoni cancerogeni, antidepressivi che inducono al suicidio, antinfiammatori che provocano infarti. Troppi farmaci sono sotto accusa, figli di una politica perversa: venderli alle persone sane. - L'ultimo, in ordine di tempo, si chiama Cylert. La Abbott Laboratories ha dichiarato di aver cessato la produzione di questo farmaco, stimolante del sistema nervoso centrale, perché risultato tossico per il fegato. Era stato introdotto in America nel 1975 per curare la nota e contestata malattia pediatrica Adhd, ovvero la sindrome da iperattività e deficit di attenzione. Altro allarme. La casa Eli Lilly, su richiesta della Food and Drug Administration, l'organismo di controllo sanitario americano, ha dovuto inserire nella scheda tecnica di Strattera (molecola base, l'atomoxetina) un warning, ossia un avviso di pericolo: riguarda il potenziale rischio che bambini e adolescenti trattati con lo psicofarmaco siano indotti a fantasie di suicidio.
Fatti di questo genere, così come il ritiro di medicinali che nel tempo mostrano di causare troppi effetti collaterali indesiderati, non sono certo rari. Perché?
Questione di marketing, secondo una teoria avanzata in un libro che mette i brividi. È un gioco da ragazzi. Basta far nascere la paura e, subito dopo, mostrare a tutti il sicuro rimedio, la soluzione del problema. La madre di tutte le nostre angosce, si sa, è la malattia. E la cura di tutti i mali, il farmaco. Chiudendo un occhio sulla non trascurabile verità che pharmakon, in greco antico, significa veleno. Un veleno necessario però, in tanti casi salvavita. Ma sicuramente anche un buon sinonimo di denaro, business, potere economico smisurato, dietro il quale si celano molti, troppi interessi, non proprio cristallini. Le multinazionali farmaceutiche sanno come fare per vendere i loro prodotti; esagerano la portata di certe patologie e arrivano persino a crearne di nuove. Se poi hanno sui loro libri paga rispettabili medici che, in certi casi, ricoprono addirittura cariche negli istituti pubblici di sanità, la strada è davvero tutta in discesa.
Henry Gadsen, direttore della compagnia farmaceutica Merck, fece una dichiarazione alla rivista Fortune, sulla quale vale la pena di riflettere. «Il nostro sogno», sentenziò, «è quello di produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque». Un sogno che, a quanto pare, si è avverato. A svelarci i meccanismi di chi sa usare le politiche di marketing e le debolezze della psicologia di massa, procedendo con la grazia di un carroarmato e mettendo in campo una documentata serie di esempi, sono Ray Moynihan, giornalista che firma articoli su riviste ben note al mondo scientifico (The Lancet, British Medical Journal, Australian Financial Review), e Alan Cassels, ricercatore canadese che si occupa da tempo di politiche farmaceutiche. Insieme hanno dato vita al saggio Farmaci che ammalano. E case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti (Nuovi Mondi Media) ovvero come imparare a diffidare di tutto ciò che fa commercio della salute.
È bene chiarire che gli autori non intendono demonizzare le medicine in quanto tali. E lo dichiarano esplicitamente. Però, osservano che «giustamente ricompensati per salvare vite e ridurre le sofferenze», i giganti della farmaceutica mondiale non si accontentano più di vendere i loro prodotti solo ai malati. «Perché», assicurano, «come Wall Street sa molto bene, si può fare un sacco di soldi dicendo alla gente sana che è malata». In che modo si ottiene un effetto del genere? Moynihan e Cassels, dopo un lungo e attento viaggio nei meccanismi del mercato della salute, insistendo quasi con pedanteria su particolari che ai non addetti ai lavori potrebbero sembrare poco illuminanti, non hanno ormai più dubbi: problemi lievi vengono dipinti come patologie gravi. Si crea il bisogno e, subito, si sforna il nuovo rimedio. Alcuni esempi? «La timidezza diventa sintomo di Fobia Sociale», sostengono, «e la tensione premestruale una malattia mentale chiamata Sindrome Pre-mestruale. Le più comuni difficoltà sessuali vengono viste come disfunzioni sessuali, il naturale cambiamento dell'organismo è una malattia a deficienza ormonale chiamata menopausa, mentre gli impiegati distratti sono affetti da una forma adulta di Disturbo da Deficit di Attenzione. Il semplice fatto di essere «a rischio» di una patologia è diventato esso stesso una «malattia», per cui donne di mezza età sane oggi soffrono di un male latente chiamato osteoporosi e uomini di mezza età in piena forma hanno un disturbo chiamato colesterolo alto».
La paura dell'ipercolesterolemia genera introiti di oltre 25 miliardi di dollari all'anno. «In Paesi meno ricchi», osservano gli autori, «compresi alcuni stati dell'Europa dell'Est, i costi crescenti di questa categoria di farmaci da soli rischiano di mandare in fallimento interi sistemi sanitari».
Come si è giunti a tanto? Quante sono le persone che veramente hanno bisogno di questi prodotti, le ben note statine? Secondo il professor Shah Ebrahim, ricercatore inglese, «sono un rimedio valido nei casi di persone che abbiano già avuto disturbi cardiaci, mentre per la maggioranza di quelle sane esistono modi molto più economici, sicuri ed efficaci di mantenersi in salute». Come migliorare la propria dieta, fare più movimento e smettere di fumare.
Eppure, si riescono a vendere farmaci a tonnellate, anche a chi non ne ha necessità. «Come per molte altre malattie», spiegano Moynihan e Cassels, «la definizione di «colesterolo alto» viene periodicamente rivista, e come per altre malattie, tale definizione è stata ampliata in modo da classificare come malate un numero sempre maggiore di persone sane».
Alcuni anni fa, negli Usa, una commissione di esperti ha riformulato le definizioni e ha abbassato i livelli di colesterolo ritenuti necessari per autorizzare una cura medica. Nel 2001, un altro gruppo di specialisti ha riformulato le direttive, facendo salire il numero degli americani bisognosi di cure da 13 milioni a 36 milioni. Cinque dei quattordici membri del comitato, compreso il presidente, avevano legami finanziari con i produttori di statine. Nel 2004, un ulteriore gruppo di esperti ha aggiornato le direttive, portando a 40 milioni il numero degli americani che, a loro dire, avrebbero avuto bisogno di questi farmaci. «Otto dei nove esperti che hanno redatto le ultime direttive sul colesterolo lavorano anche come relatori, consulenti o ricercatori per le maggiori case farmaceutiche al mondo», assicurano i due censori che, tuttavia, mettono le mani avanti: «L'esistenza di questi legami, in sé e per sé, non implica che gli esperti in questione diano orientamenti per fare gli interessi delle società farmaceutiche che li pagano».
Nessuno può negare, però, che vi sia un intimo rapporto tra le due parti. Una ricerca, per esempio, ha rilevato che i medici esposti ai rappresentanti delle case farmaceutiche sono più portati a favorire i farmaci alla terapia senza medicinali e a prescrivere prodotti costosi anche quando ne sono disponibili altri ugualmente efficaci, ma meno cari. Di più. «Quasi il 90 per cento di coloro che redigono direttive per i colleghi», sottolineano Moynihan e Cassels, «ha conflitti d'interesse a causa di legami con l'industria farmaceutica». Che, inoltre, finanzia buona parte di quegli studi che ricevono fondi da privati.
In alcuni settori poi, come quello dei nuovi antidepressivi, quasi tutti i test clinici sono stati finanziati dai produttori anziché da fonti pubbliche o non profit. Ogni anno, inoltre, i risultati delle ricerche vengono discussi e divulgati in più di 300 mila riunioni e convegni scientifici, sponsorizzati dalle case farmaceutiche e promossi dalle associazioni mediche. Al vertice di questa gerarchia ci sono gli «opinion leaders chiave», i medici esperti che redigono le direttive e istruiscono i colleghi. Comparendo, al tempo stesso, nella contabilità dei colossi farmaceutici.
«Uno di questi esperti», riferiscono gli autori, «è il dottor Bryan Brewer, alto funzionario dei National Institutes of Health (Nih)», ovvero gli istituti nazionali per la salute statunitensi. Da udienze pubbliche, tenute al Congresso degli Stati Uniti, risulta che il dottor Brewer, che aveva descritto un controverso farmaco in termini assolutamente positivi, come sicuro ed efficace, aveva ricevuto 200 mila dollari da società private, tra le quali la casa produttrice di quel farmaco, mentre ricopriva il ruolo di capo settore presso i Nih. E non mancano altri esempi come questo.
Si fanno scendere in campo, ben pagati, anche divi del cinema e dello sport per indurre nella gente la paura di malattie che vengono recepite, così, in misura abnorme. Henry Winkler, il «Fonzie» di Happy Days, per esempio, non dice in tivù «dovete prendere i farmaci anticolesterolo», ma ne induce il bisogno, consigliando di farsi misurare spesso il livello di colesterolo.
I meccanismi, dunque, sono semplici e rispondono alle leggi di mercato. Così si fa diventare una malattia anche la menopausa, si evita d'indagare sul disagio psicologico di bambini che non riescono a fermare la propria attenzione sullo studio, si danno antidepressivi a una donna irritata e nervosa perché in attesa delle mestruazioni. Un giorno, un medico osservò: «Se le mestruazioni le avessero gli uomini, non si lavorerebbe per quattro giorni «critici» al mese». Ma che guaio sarebbe per il business della salute.

Categorie a rischio
Antibiotici: L'uso eccessivo crea ceppi di batteri resistenti. Uno studio controverso li ha legati ad alcune forme di tumore al seno.
Antivilrali: Il celebre Tamiflu non sembra così efficace contro l'influenza aviaria. Accuse di speculazioni nel momento delle emergenze.
Antinfiammatori: Il caso del Vioxx è considerato un esempio di scarsa correttezza: gli effetti collaterali sono stati volutamente sottostimati dalla casa produttrice che pure aveva ordinato uno studio approfondito. Ricerche indipendenti hanno poi dimostrato che l'assunzione del farmaco accresce il rischio di un attacco cardiaco di 4,25 volte. Finora, solo negli Stati Uniti, sono state intentate 7.000 cause contro la casa farmaceutica, che ha prodotto il medicinale.
Antidepressivi: La nuova generazione di farmaci, basati sulla ricaptazione della serotonina, è nell'occhio del ciclone dopo una serie di suicidi di adolescenti. In Europa è stata proibita la somministrazione ai minori.
Ritalin: Farmaco simile alle anfetamine, è stato a lungo usato, soprattutto negli Stati Uniti, per la sindrome da iperattività e deficit di attenzione nei bambini. Viene accusato di essere la causa di numerosi suicidi. La sua reintroduzione è ancora sotto esame e suscita una forte opposizione da parte di associazioni di familiari di bambini ammalati.
Terapia ormonale: Sembrava la grande frontiera della medicina negli anni Novanta. Ma gli effetti positivi contro i disturbi legati alla menopausa sono stati di gran lunga superati dagli effetti collaterali, tra i quali anche tumori al seno. Ora si punta a cure più mirate e limitate nel tempo.
Daniela Daniele
Fonte: «Specchio» n. 504/06

Ritalin a bambini di un anno

(..) Sono fra i 6 e i 7 milioni (Dichiarazione del dottore F. Baughman nell'articolo "Making Sense of Ritalin", di John Pekkanen, Rider's Digest gennaio 2000, pagina 158) solo negli Stati Uniti i bambini trattati con uno psicofarmaco stimolante, il ritalin, e le diagnosi di tale "male" con conseguenti prescrizione di droghe di sintesi sono in aumento in tutto il mondo occidentale (si parla di un raddoppio del numero di diagnosi ogni 3 / 4 anni negli USA e ogni anno in Inghilterra). Adesso addirittura tale disturbo viene diagnosticato a partire dal primo anno di vita, e senza alcuno scrupolo i medici prescrivono a bambini ancora lattanti una droga, il ritalin appunto, che negli anni sessanta era utilizzata da alcune comunità di hippies per 'sballare': "A volte li vedevi completamente immersi in un delirio totale da Ritalin. Non un gesto, non un'occhiata: potevano sedere assorti in qualsiasi cosa - un tombino, le rughe del palmo delle proprie mani - per un tempo indefinito, saltando un pasto dopo l'altro, fino all'insonnia più incoercibile … puro nirvana da metilfenidato." (Tom Wolfe dal suo articolo "Il cervello senz'anima" del 1996).Dal punto di vista della sua classificazione tossicologica questo farmaco si trova nella stessa tabella di cocaina, anfetamina, oppiacei e barbiturici (categoria degli stupefacenti). È questa la sostanza che va somministrata a bambini disattenti e "ipercinetici" (che si muovono troppo!) per renderli più sopportabili a genitori e maestri (Il Ritalin è un eccitante del sistema nervoso che ha effetto calmante sulla sfera emotiva e comportamentale; probabilmente si tratta di un effetto paradosso simile a quello che può avvenire con altre sostanze come le benzodiazepine: a piccole dosi ha un effetto stimolante, a dosi maggiori un effetto calmante; nei bambini anche una dose che per un adulto è modesta può avere già un effetto calmante). Di queste "malattie", "deficit di attenzione" (ADD) e/o "iperattività/impulsività" (ADHD) secondo psichiatri e neuropsichiatri avrebbero sofferto fra gli altri lo scrittore di favole più famoso del mondo Hans Christian Anderson, l'autore di "Alice nel paese delle meraviglie" Lewis Carroll, tre dei più grandi musicisti di tutti i tempi Ludwig Van Beethoven, Amadeus Mozart e Sergei Rachmaninoff, i grandi pittori spagnoli Salvador Dalì e Pablo Picasso, Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, il fondatore della fisica classica Issac Newton, lo scopritore delle leggi dell'elettromagnetismo classico James Clerk Maxwell, il genio della fisica teorica e premio nobel Stephen Hawkins, l'imperatore di Francia Napoleone Bonaparte, il presidente degli USA John F. Kennedy, il cantante e chitarrista dei Nirvana Kurt Cobain (drogato con Ritalin perche' "ipercrativo e ribelle")… Malati o geniali? L'Istituto Nazionale per la Salute Mentale degli USA (NIMH) ha dichiarato nel 1999 che il Ritalin e gli altri stimolati utilizzati per l'ADD "sopprimono i sintomi ma non curano il disturbo". La Food and Drug Administration (FDA), non ha mai approvato la somministrazione di stimolanti per la fascia sotto i sei anni, eppure il Ritalin viene somministrato ora anche ai lattanti. Il Ritalin ormai è diventato la droga più diffusa fra gli adolescenti degli Stati Uniti, e viene utilizzata sia per divertimento che per migliorare prestazioni di studio e lavoro.Il metilfenidato come effetto a breve termine aumenta le prestazioni di qualsiasi persona, tanto da essere bandito dal Comitato Olimpico Internazionale. A lungo termine invece presenta tutta una serie di effetti nocivi e di complicazioni. In un suo lavoro lo psichiatria Peter Breggin riferisce fra gli altri i seguenti effetti collaterali di Ritalin, Dexedrina, Adderall e altri stimolanti.Funzioni Cardiovascolari: Palpitazioni - Tachicardia - Ipertensione - Aritmia cardiaca - Dolori al petto - Arresto cardiaco (!)Funzione cerebrali e mentali: Mania, psicosi, allucinazioni - Agitazione, ansia, nervosismo - Insonnia - Irritabilità, ostilità, aggressione - Depressione, ipersensibilità emozionale, pianto facile, introversione - Riflessi ridotti - Confusione - Perdita di spontaneità emozionale - Convulsioni - Comparsa di tic nervosiFunzioni gastrointestinali: Anoressia - Nausea, vomito, cattivo gusto in bocca - Mal di stomaco, crampi - Bocca arida - Costipazione, diarreaFunzioni endocrine e metaboliche: Disfunzione della ghiandola pituitaria, alterazione della produzione dell'ormone della crescita e della prolattina - Perdita di peso - Arresto o ritardo della crescita - Disturbi delle funzioni sessualiAltre funzioni: Visione sfumata - Mal di testa - Insonnia - Depressione - Iperattività e irritabilità - Peggioramento dei sintomi caratteristici dell' ADHD - Ridotta capacità di comunicare e socializzare - Aumento del gioco solitario e diminuzione del periodo complessivo di gioco - Tendenza ad essere socialmente inibito, passivo e sottomesso - Piattezza emozionale.D'altronde l'uso del Ritalin per "curare" questi pretesi "sintomi" si era già dimostrato fallimentare, il che fa pensare subito ad un incremento delle diagnosi di ADD/ADHD finalizzata alla vendita di un enorme quantitativo di farmaci inutili e dannosi. In una ricerca del 1971 infatti, si sono analizzati 83 bambini a 2-5 anni di distanza dalla diagnosi di ADD o ADHD, e il92% di essi era stato trattato con Ritalin. Ecco i risultati:60% dei bambini erano ancora iperattivi e studiavano poco (la ragione per la quale veniva loro somministrato il Ritalin), ma in più erano diventati ribelli59% avevano avuto guai con la polizia;23% erano stati portati ad una caserma di polizia una o più volte;58% erano stati bocciati almeno una volta;57% avevano difficoltà di lettura;44% avevano difficoltà con l'aritmetica;78% trovavano difficile restare seduti a studiare59% erano considerati dalla scuola ragazzi con problemi disciplinari;52% erano distruttivi;34% avevano minacciato di uccidere i loro genitori;15% avevano parlato di suicidio o l'avevano tentato.Bisogna puntualizzare che anche se il Ritalin è il farmaco più usato per "curare" ADD e AHDD esso non è l'unico. C'è tutta una gamma di farmaci stimolanti come destroanfetamina, pemolina, metanfetamina, adderall, e di farmaci non eccitanti (depressori del sistema nervoso centrale ossia calmanti, antidepressivi, neurolettici, ansiolitici) usati per quel 20% di bambini e adolescenti che non rispondono ai farmaci stimolanti: Aloperidolo, Pimozide, Clonidina, Guanfacina, Nortriptilina, Amitriptilina, Imipramina, Deprenil, Clomipramina, Desipramina, Bupropione, Fluoxetina, Nicotina, IMAO, Moclobemide, Carbamazepina, Valproato, Litio, Cloropromazina, Venlafaxina, Buspirone, Benzodiazepine (Mendelson W., Johnson N, Stewart M. A., "Hyperactive children as teenagers: A follow-up study", Journal of Nervous Mental Disorders, vol. 153, 1971).E veniamo ora alle scoperte fatte sulle relazioni illecite fra psichiatri, governi e case farmaceutiche. Negli Stati Uniti infatti sono attualmente in corso varie in cause legali che coinvolgono l'Associazione Americana degli Psichiatri (APA) e l'Associazione degli utenti CHADD, per collusione con la casa farmaceutica Novartis (ex Ciba-Geigy) che produce il Ritalin.L'accusa per gli psichiatri è di avere preso soldi dalla multinazionale del farmaco per formulare criteri diagnostici sempre più elastici e inclusivi per favorire la vendita del Ritalin. La "Children and Adults with Attention Deficit/Hyperactivity Disorder" (CHADD) ufficialmente appare come un'associazione di utenti, ma in realtà è un'emanazione dell'ortodossia psichiatrica organicista; supportata da "specialisti" fanatici del Ritalin sostiene che il disturbo dell'attenzione ha una causa biologica (Causa supposta e mai trovata ovviamente, come sempre del resto in psichiatria).In realtà una causa biologica di certi comportamenti in alcuni casi è nota da tempo, ma la psichiatria non la prende in considerazione perché troppo scomoda. Esistono disfunzioni neurologiche causate dai vaccini al mercurio, dall'assunzione per altra via di metalli pesanti, da contaminanti chimici e additivi vari presenti nei cibi, da una dieta squilibrata che porta alla carenza di alcune vitamine, disfunzione neurologiche connesse alle meningiti causate dai vaccini. Se esiste un'alterazione reale del funzionamento neurologico ciò può dipendere quindi dai veleni che i nostri bambini sono costretti ad ingerire, e alcuni anomalie comportamentali si potrebbero risolvere con una corretta prevenzione. Ma si sa, alle case farmaceutiche la prevenzione ruba solo clienti, e parlare dei danni dei vaccini, dopo che ci hanno inculcato l'idea della loro potenza benefica, è peggio che bestemmiare in una chiesa impossibile, come asserisce il pediatra Mendelson.Piuttosto che tutelare gli utenti, i rappresentanti dell'associazione CHADD tengono conferenze nelle scuole per pubblicizzare il Ritalin e distribuiscono un opuscolo sul disturbo dell'attenzione stampato a cura della Novartis. Sono questi finti tutori degli utenti della psichiatria che hanno condotto una campagna per derubricare il Ritalin dalla tabella II alla tabella III degli USA, onde eliminare certe limitazioni alla vendita del farmaco ed allargarne il mercato. Quello che fa paura è che tale campagna fu sottoscritta dall'Accademia Americana di Neurologia, dall'Accademia Americana di Pediatria, dall'Associazione Psicologica Americana, dall'Accademia Americana della Psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza. Tutti insieme appassionatamente, dagli psicologi agli psichiatri passando per i neurologi, perché una droga venga considerata un po' meno pericolosa e venduta con maggiore libertà.Per fortuna prima che la DEA si pronunciasse su tale richiesta un documentario televisivo svelò che la CHADD aveva preso 900.000 dollari dalla Ciba-Geigy, ora Novartis. E tale squallida manovra tangentizia fu citata dalla DEA (Drug Enforcement Administration) nella sua risposta alla richiesta di derubricazione. A queste manovre sembra non sia estranea neanche la FDA.
Fonte: http://www.laleva.cc/cura/ritalin/ritalin_italia.html

Attenzione: Ritalin in commercio

Il Ritalin, discusso farmaco per bambini a base anfetaminica, sarà disponibile in commercio, così come deliberato dal Ministero della Salute. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta dell'associazione “Giù le mani dai bambini” di sospendere il provvedimento con il quale il Ministero ha approvato l'immissione in commercio del farmaco.
Il Ritalin, farmaco per bambini a base anfetaminica al centro di mille polemiche, sarà disponibile in commercio, così come deliberato dal Ministero della Salute. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta dell'associazione ”Giù le mani dai bambini” di sospendere il provvedimento di immissione in commercio del farmaco. Il Ritalin è al centro di innumerevoli polemiche in quanto la sua molecola appartiene al gruppo delle anfetamine, sostanze universalmente riconosciute come droghe pericolose anche per gli adulti (e infatti illegali). Dall’introduzione del Ritalin, sono stati documentati ben 160 casi di morte da assunzione del farmaco, 2993 casi di reazioni avverse anche gravi e centinaia di migliaia di casi di dipendenza in tutto assimilabile a quella da anfetamine. Alcuni studi hanno anche ipotizzato un forte potenziale cancerogeno della sostanza. Si capisce quindi l’alzata di scudi di associazioni e operatori del settore, che non è stata tuttavia sufficiente a bloccare l’introduzione in Italia del farmaco. Se i sostenitori del Ritalin sostengono che in Italia la somministrazione del farmaco sarà controllata e non selvaggia come negli Usa, i suoi oppositori, oltre a ribattere sulla evidente pericolosità della sostanza, esprimono anche forti dubbi sull’effettiva esistenza dell’ADHD, la patologia che il Ritalin dovrebbe curare. I bambini dalla sindrome ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ovvero “sindrome da iperattività”) sono iperattivi, deconcentrati, assumono comportamenti che il genitore fa difficoltà a gestire. Occorre però prestare attenzione al fatto che non si tratta di una malattia in senso stretto ma di una serie di comportamenti che sono etichettati come sindrome da iperattività. In sintesi, l’ADHD è un disturbo psichiatrico caratterizzato da deficit di attenzione, impulsività e iperattività. Secondo i ricercatori il disturbo può avere una causa genetica, anche se tale tesi è smentita dal fatto che ad oggi non è stato individuato alcun fenotipo per l'ADHD. In molti casi si registra una remissione spontanea dei sintomi con l’avanzare dell'età del soggetto, anche in pazienti non sottoposti a terapia. Secondo altri ricercatori, semplicemente, la sindrome da iperattività non è una malattia. Secondo il dottor Fred Baughman, neurologo infantile e membro dell'American Academy of Neurology, “la psichiatria biologica in quarant’anni non ha mai confermato l'esistenza di anomalie, "squilibri chimici" o disturbi "neurologici", "biologici" o "genetici" in una sola delle sue diagnosi o delle condizioni di cui afferma l'esistenza”. Tale tesi è sostenuta anche da una parte significativa della comunità scientifica italiana: la professoressa Emilia Costa (prima Cattedra di Psichiatria dell'Università "La Sapienza" di Roma) afferma infatti che la diagnosi di ADHD è inconsistente, e non giustifica il trattamento farmacologico. Trattamento che avverrebbe in questo caso con un farmaco che presenta impressionanti effetti collaterali; lo psichiatria Peter Breggin riferisce infatti i seguenti effetti collaterali da Ritalin: Funzioni Cardiovascolari: Palpitazioni - Tachicardia - Ipertensione - Aritmia cardiaca - Dolori al petto - Arresto cardiacoFunzione cerebrali e mentali: Mania, psicosi, allucinazioni - Agitazione, ansia, nervosismo - Insonnia - Irritabilità, ostilità, aggressione - Depressione, ipersensibilità emozionale, pianto facile, introversione - Riflessi ridotti - Confusione - Perdita di spontaneità emozionale - Convulsioni - Comparsa di tic nervosiFunzioni gastrointestinali: Anoressia – Nausea e vomito - Mal di stomaco, crampi - Bocca arida - Costipazione, diarreaFunzioni endocrine e metaboliche: Disfunzione della ghiandola pituitaria, alterazione della produzione dell'ormone della crescita e della prolattina - Perdita di peso - Arresto o ritardo della crescitaAltre funzioni: Visione sfumata - Mal di testa - Insonnia - Depressione - Iperattività e irritabilità - Peggioramento dei sintomi caratteristici dell' ADHD - Ridotta capacità di comunicare e socializzare - Aumento del gioco solitario e diminuzione del periodo complessivo di gioco - Tendenza ad essere socialmente inibito, passivo e sottomesso - Piattezza emozionale.
Vanni Santoni
Fonte: http://www.prontoconsumatore.it/ArchivioArticoli/tabid/72/ItemID/1354/View/Details/Default.aspx

Trasylol; morte 22 mila persone

Accuse contro la Bayer redazione ECplanet 22 mila morti evitabili
Un ricercatore medico sostiene che la casa farmaceutica sapesse della pericolosità del Trasylol due mesi prima che il farmaco fosse ritirato dal mercato statunitense La vita di 22 mila americani avrebbe potuto essere salvata se il governo avesse ordinato prima il ritiro dal mercato del farmaco Trasylol prodotto dalla Bayer e usato durante le operazioni a cuore aperto. A sostenerlo è il dottor Dennis Mangano, ricercatore medico intervistato dal programma “60 minuti” del network televisivo Cbs. Stando alle dichiarazioni di Mangano, l'azienda farmaceutica tedesca sapeva - grazie a uno studio interno - della pericolosità del farmaco già dal settembre 2006, ma aveva evitato di comunicarlo alla Food and Drug Administration (Fda), l'agenzia federale che si occupa di cibo e farmaci. Il medicinale è stato ritirato dal mercato statunitense solo a novembre. Il dottor William Hiatt, della Fda, ha dichiarato a “60 minuti” che avrebbe ordinato prima il ritiro del Trasylol se avesse saputo dello studio della Bayer. Il Trasylol è stato usato negli ultimi anni in più di un terzo delle operazioni di bypass cardiaci avvenute negli Stati Uniti. È stato dimostrato che il farmaco può causare lo sviluppo di problemi ai reni, a volte gravi da condurre alla dialisi. La portavoce della Bayer, Meredith Fischer, ha dichiarato che non ci saranno dichiarazioni ufficiali prima della messa in onda della trasmissione. L'azienda farmaceutica tedesca è oggetto di numerose cause legali da parte di pazienti che hanno assunto il medicinale e da parte delle loro famiglie.
1) Aumentata mortalità con Trasylol: l'FDA ha richiesto la sospensione delle vendite: www.cbgnetwork.de/2258.html 2) Trasylol (Bayer) raddoppia il rischio di problemi ai reni e di ictus: www.cbgnetwork.de/1323.html 3) Trasylol (Bayer) può aumentare l'incidenza di morte: www.cbgnetwork.de/1650.html
Data articolo: marzo 2008
Fonte: La Stampa

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